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Non sono i riflessi
D'inchiostro che scintilla
A svelare la tua mente
Spiana ogni speranza
Nel vasto firmamento
D'un candore assoluto
Senza nessun pretesa
Sobria ansia respinge l'io
Schianto d'uomo solitario
Nel più profondo buio
Senza gemere l'alba
Intingi la tua mente.
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Peregrino dov'è che vai
Spezzato dalle radici
A tregua di vento osi
Soggiornare nella città
Timoroso chiasmo d'amore
Peregrino dov'è che vai
Quando incontri il soffio
D'un destino vagabondo
Insignificante fato
Turbinio della tua vita
Peregrino dov'è che vai
Con tutti i tuoi pensieri
Gettati alla rinfusa
Mente scontrata che cerca
Tabula rasa d'origine
Peregrino dov'è che vai
Straniero in tutti luoghi
Le tue orme scompaiono
Vai senza meta vagando
Te stesso indefinito ti vuoi
Peregrino dov'è che vai?
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Da foce a fonte
ogni onda contr'acqua
Percuote memoria
d'origine perenne
Del moto refresso
Leonardo osservò
Le onde rompere
contro-corso del fiume
Flusso e riflusso
senza sosta rinnova
Il ritmo del corso
creazione del tempo
Tevere rovescia
in un tratto il segno
Interrogativo
con isola per punto
"A passo di uomo
senza tregua fluisco
D'eterno divenir
l'andatura imposto
L'istante sospeso
Eraclito concepì
Intinge mai uno
medesime mie acque?"
Percuote memoria
d'origine perenne
Da foce a fonte
ogni onda contr'acqua
Del flusso batto la
direzione contraria
Tornare instante
dissolvere se stesso
Tenére tènere
senza fine 'l principio
Pensiero a monte
movimento infimo
L'onda si frantuma
su se stessa genera
Suono di riverbo
concepisce a nuovo
Distese di acque
lunghe piane tranquille
Alterna con brevi
e torbolenti ratti
Riflessi balzanti
d'onde evanescenti
Acquoso fiato che
ossigena percorso
Tutt'onde da valle
una filza slanciata
Fremita all'insù
mio cardine sii onda.
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